• Monti di sera: il battito lento del cuore di Roma

    C’è una Roma che si rivela solo a chi sa rallentare. È la Roma dei vicoli stretti, delle edere che si arrampicano sui palazzi color ocra e delle luci calde che filtrano dalle vetrine delle piccole botteghe.

    L’altra sera, nel pieno di febbraio, mi sono perso tra le strade del Rione Monti. Nonostante la vicinanza monumentale con i Fori Imperiali, l’atmosfera era sospesa, quasi intima.

    Un Borgo nel Centro Città

    Passeggiare per Monti il martedì o il mercoledì sera è un’esperienza diversa. La folla della domenica è un ricordo lontano. Rimangono i residenti che portano a spasso il cane, il profumo di cucina che esce dalle finestre socchiuse e il brusio sommesso che arriva dai bar di Via Urbana e Via del Boschetto.

    Tra Sanpietrini e Calici di Vino

    Mi sono fermato un istante a osservare i tavolini all’aperto. Anche se l’aria di febbraio è frizzante, Roma non rinuncia mai alla sua convivialità. I locali, solitamente presi d’assalto, in queste sere offrono un rifugio accogliente: un calice di rosso, una candela accesa e il tempo che sembra scorrere più lentamente.

    L’atmosfera é silenziosa ma viva, la luce dei lampioni riflette su pareti che di giorno sono color ocra, locali apparentemente anonimi ma che, una volta che entri e scendi strette scale ti portano in un ambiente accogliente e invisibile da dalla strada.

    A due passi dalla Storia

    Il bello di Monti è che, quasi senza accorgertene, ti ritrovi davanti alla grandezza. Basta svoltare l’angolo giusto per vedere le colonne del Foro Romano o il Colosseo in lontanza e stagliarsi contro il cielo profondo della notte romana. In questi momenti, il quartiere smette di essere solo un luogo di ritrovo e torna a essere parte della Storia.

    Roma a febbraio ha un fascino discreto. Non urla, ti sussurra. E Monti, in una sera qualunque della settimana, ne è il segreto meglio custodito.

  • Da lontano
    Rue Saint Honoré, Paris, domenica 8 Febbraio

    Alcune volte mi piace montare sulla macchina fotografica un vecchia lente a fuoco manuale e osservare Parigi da lontano.

    In questo caso ho montano un obiettivo KonicaHexanon da 135mm: difficile descrivere una scena in questi casi. Devi cercare da lontano e seguire altri ragionamenti di composizione.

    Rue Rivoli, Parigi

    Ho cercato particolari, sequenze, giochi di luci in una bella mattina invernale di sole. Non sempre é immediato, vorresti metterci dentro qualcosa in più, per spiegare dove sei.

    Ma non si puo’: tutto sembra cosi vicino, che spesso é davvero difficile mettere a fuoco, particolarmente con macchine fotografiche di non ultimissima generazione.

    Ma é stata un bel momento. Ti devi fermare, pensare, comporre in un modo nuovo. Una città in 135mm é tutta diversa. Certo, puoi osservate le persone da più lontano, e ritrarle senza che se ne accorgano minimamente: come sempre, cerco momenti spontanei di quotidiano, e mai cercherei una foto che ritrarre situazioni spiacevoli o che potrebbero mettere il mio soggetto in situazione di difficoltà.

    Ecco alcuni altri scatti di una Parigi a 135 mm, vista da più lontano.

  • Alcuni immagini, senza necessariamente una logica, raccolte dopo una serata al cinema nella zona di Montparnasse. E’ un’area piena di luci, di locali, di vita. Confesso che devo ancora capirla bene.

    Mi rifugio in alcuni dei suoi cinema, prevalentemente il

    Cosi diversa da Montmartre che invece credo di avere conosciuto meglio.

    Mi piace comunque immaginare i racconti che le persone che si ritrovano nei caffè o nei bar si scambiano, a tutte le ore del giorno.

    C’è qualcosa di magnetico nei caffè di Montparnasse, un’atmosfera densa che sembra trattenere il fumo e le parole dei decenni passati. escono dalla metro e, seduti ai tavolini de Le Dôme o de La Rotonde, si ritrovano magari ogni giorno, alla stessa ora, per scambiarsi confidenze a bassa voce. Sono custodi di un rito invisibile. Ci si chiede chi siano veramente, cosa nascondano dietro quei giornali ripiegati o quegli sguardi persi nel vuoto di un bicchiere. In questo quartiere, la conversazione non è mai solo chiacchiericcio; è un ordito di misteri, un mosaico di vite che si incrociano senza mai svelarsi del tutto.