
Curioso questo trend in analogico. I vari centri commerciali di Singapore, ma immagino di gran parte delle città asiatiche, sono pieni di aree dedicate a self-photo-studio, un concetto a metà strada da un vero e proprio studio fotografico e una ‘classica’ cabina per le foto d’identità.
Ci trovi spazi più ampi, qui sopra l’ambientazione é una fermata della metro, cabine foto più grandi per le foto di gruppo, accessori di abbiglaiemento, divani, specchi , etc.

Capisco di più il successo di Instax, ‘fotocamere giocattolo’ e apparecchi di questo tipo, che senz’altro generano introiti in modo costante (immagino molto più interesssante di vendere macchine fotografiche costose) per i costruttori. Ma offrono anche un nuovo modo di fermare i ricordi, educano alla stampa delle foto e riducono la dipendenza dal digitale.
Queste cabine sono prenotabili, cosi come si prenota un a sessione dal parruchhiere o uno spazio di wo-working. Nella giornata di sabato che ho trascorso a Singapore, prevalentemente nei centri commerciali per difendermi dal calo, li ho sempre visti pieni.

Insomma, una cosa simpatica, a mio avviso. E non necessariamete una pratica ‘asiatica’.
Se vi capita di passare al 53 Rue des Trois Fréres a Montmartre, dove c’é un photo booth, troverete spesso (direi sempre nei week end) giovani in coda per una fototessera.

PS.
Se ti trovi in Europa o negli Stati Uniti e vuoi trovare un photo booth vicino a te, ecco una interessante mappa che ti aiuterà a localizzarli.
Have fun!