
Che bella la mostra e che bello l’allestimento creato all ‘Ara Pacis per presentare il lavoro di Lucio Fontana.
Uno dei primi che, negli anni ’60, ha incominciato a fotografare a colori.
Uno dei primi a sfruttare nuove possibilità ottiche, cercando inquadrature diverse, profondità di campo ridotta, foto dall’alto, cercando l’uso di colori brillanti dai forti contrasti.

Questa scelta radicale del colore, in controtendenza rispetto a tutta la fotografia classica in bianco e nero dell’epoca, l’unica considerata artistica, lo ha reso un precursore.
‘Skyline’ é uno dei suoi primi progetti, essenziale e minimalista: una linea orizzontale e un mondo da interpretare.


Usa per anni la famosa pellicola Ektachrome, la più economica in commercio ma anche più facile da sviluppare (non necessitava di essere inviata in una laboratio Kodak).
Per contro, questa pellicola restituisce colori più tenui, se confrontata con l’altra opzione allora disponibile, la Kodachrome. Una delle conseguenze é pero’ che le immagini sono meno nitide e tendono a scolorarsi più facilmente nel tempo (ecco perché all’Ara Pacis) alcuni degli originali sono in zone d’ombra).
Piu’ recentemente si confronta anche con l’utilizzo del digitale, sempre fedele al suo intento di realizzare opere a colori, come nella foto qui sotto.

Insomma, una bella esperienza davvero. In un mondo fotografico in cui la nitidezza sembra essere la cosa più importante, vedere molte di queste immagini ‘imperfette’ (almeno da questo punto noi vista) é stato ancora una volta illuminante.

La forza di una immagine non sta nella sua caratura tecnica, ma nel messaggio e nell’emozione che sa trasmettere.
Avete tempo fino a fine agosto. Se passate per Roma, non perdetevela.





