
Non frequento i gran premi di F1. Mi é capitato di andarci, anche se quasi mai nel giorno di gara. Non posso quindi dire se l’entusiasmo che ho percepito ad Interlagos nei giorni di giovedì e, soprattutto, di venerdì é lo stesso di altre gare. Non oso nemmeno immaginare i giorni di sabato e domenica, particolarmente quest’anno con la gara Sprint del sabato.
Chissà, sarà forse l’eredità di Senna, ma lo spirito che percepiva quei giorni é sensazionale.

Il circuito e l’area in cui é costruito é spettacolare, anche se praticamente incastrato in questa sconfinata città. Da qui i disagi di accesso e uscita (da un lato), ma anche l’entusiasmo immediato della gente (dall’altro) che praticamente ci abita di fronte.
Una volta entrati pero’ la città sembra lontanissima.

Costruito più di 80 anni fa, il circuito ha ospitato più di 50 gare di Formula ed rimane il, principale autodromo del Sudamerica.
Dagli anni ’70 ad oggi, Interlagos è diventato il palcoscenico sportivo del più grande evento sportivo internazionale del Brasile, ospitando ogni anno l’élite mondiale della F1, da Jackie Stewart a Michael Schumacher, da Nigel Mansell a Nelson Piquet, da Niki Lauda ad Ayrton Senna. Quest’anno oltre 300 mila persone si sono recate nel week ad Interlagos, anche grazie alla presenza di un pilota brasiliano (Gabriel Bortoleto).




Non ho potuto respirare quest’atmosfera di festa e di entusiasmo, unica nel suo genere, probabilmente. Ho pero’ qualche ‘insight da dentro’ durante alcune ore di presenza al circuito nei giorni scorsi.
Ecco qualche immagine scattata da paddock.









