
Quando me lo chiede vado sempre volentieri a raccontare gli spettacoli di Thierry.
Anche questa volta, Thierry de Pina offre uno spettacolo intenso e profondamente umano. Adattato da un romanzo di Emmanuel Darley, lo spettacolo “Pays Bonheur” affronta un tema sociale piuttosto forte: l’esilio, la speranza di una vita migliore e il prezzo da pagare per realizzare questo sogno.

Sul palco, un uomo lascia il suo paese natale, spinto dalla promessa di un altrove più clemente, quel tanto agognato “Paese della felicità”. Ma prima di arrivarci, bisogna attraversare, aspettare, sopravvivere. Ci sono il trafficante, le condizioni disumane del viaggio, i giorni interminabili fatti di paura, stanchezza e rinunce. E una volta arrivato, il sogno si incrina. L’integrazione è difficile, i lavori sono precari, gli alloggi fatiscenti e l’obbligo di inviare denaro alla famiglia rimasta in patria pesa molto.

Per più di un’ora, Thierry interpreta con notevole intensità una galleria di personaggi. Solo sul palco, è circondato da un arredamento minimalista composto da quattro sedie e alcune lettere appese provenienti dal suo paese natale, dove l’uomo è alla ricerca di una vita migliore. La sua recitazione sensibile trascina lo spettatore in un viaggio interiore, capace di descrivere una varietà di sentimenti trascinandoti dentro la storia.
Il racconto, non facile, é commovente e ti affascina dall’inizio alla fine. «Pays bonheur» è un teatro dell’emozione e della coscienza, un momento raro che interroga il nostro sguardo sull’altro e sulle nostre società.

Uno spettacolo forte.
Bravo Thierry a non cercare le cose facili, nemmeno per noi fotografi: le luci molto fioche, giustamente disegnate in coerenza con la storia, non mi hanno reso la vita facile.

Spero pero’ di aver catturato alcune delle sensazione che il pubblico di parigi puo’ scoprire ogni giovedì sera in un piccolo teatro di Montparnasse.
