• entrata
    Clermon-Ferrand, Febbraio, 2025

    Che bella esperienza il Festival du court métrage di Clermont-Ferrand, il festival del cortometraggio.

    Un mare di film, un mare di gente, un oceano di creatività. Certo il limite di stare solo il fine settimana comporta una indigestione di sessioni (4-5 corti per circa 1h30min) e molta attesa, ma ne é valsa la pena.

    Ci sono andato con Thibault, che poi si é fermato con la scuola per un weekend ‘uomini’. Il treno da Parigi impiega 3 ore e mezzo e ci ha permesso di essere presenti alla (seconda) cerimonia di apertura delle 22:30.

    In treno
    Intercity Parigi Bercy – Clermont-Ferrand

    La sala principale, da 1400 posti, é magnifica, permette una bella visibilità e consente di godere al meglio dell’enorme schermo.

    A teatro
    Maison de la Culture, Clermont-Ferrand, Febbraio, 2025

    Penso che andro’ a cercare l’esperienza di alcuni dei realizzatori. Alcuni corti in 2O minuti riescono a trasmettere storie di una potenza incredibile. Come UPSHOT della realizzatrice palestinese Maha Hai: dopo aver subito una perdita inimmaginabile, Suleiman e Lubna si ritirano in una fattoria isolata, dove si occupano del raccolto e si impegnano in appassionate discussioni sulle scelte dei loro cinque figli. Fino all’arrivo di un giornalista che conosce la storia dietro quelle discussioni. Toccante. Ve lo lascio immaginare e se potete andare a cercarlo.

    Uno dei pochi posti in cui ho visto la gente non lamentarsi delle lunghe code, delle attese… basta discutere con altri appassionati accanto a te, o organizzarsi con un buon libro.

    Ci tornero’.

  • Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    Elmgreen & Dragset, Musée d’Orsay

    Sono stato due giorni consecutivo al Musée d’Orsay durante l’ultimo weekend. Il vantaggio del pass ‘Carte Blanche‘ , preziosissima non solo per l’accesso prioritario, quanto perché consente entrate sostanzialmente illimitate: puoi cosi’ fruire le sue opere senza necessariamente spendere un’intera giornata, come ci abitualmente fa acquistando un biglietto ordinario.

    C’era qualcosa di nuovo. Non l’esibizione temporanea (magnifica), su Gustave Caillebotte.

    Per la prima al museo d’Orsay le sculture che occupano tutta la galleria centrale, hanno subito una contaminazione con opere moderne, secondo l’immaginazione di due artisti, Elmgreen & Dragset.

    Gli artisti hanno voluto trasformare uno spazio tradizionale, immutato per decenni, piazzando nuove opere in angoli e spazi inaspettati del museo.

    Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    Elmgreen & Dragset, Musée d’Orsay, Gennaio 2025

    L’Addition, questo il tema della mostra’, aggiungere e rafforza la ricchezza già presente nelle sculture che da oltre 40′ anni sono ospitate nella galleria centrale della vecchia stazione dei treni, inaugurata nel 1900 in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi e poi riconvertita in Museo.

    Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    David, Elmgreen & Dragset, Musée d’Orsay, Gennaio 2025

    Le installazioni richiamano quasi una caccia al tesoro, un percorso di ricerca che il visitatore fa nel museo per scoprire spazi riutilizzati. I soffitti, per esempio, ma anche passerelle, introducendo personaggi che si mescolano ai visitatori del museo.

    Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    Elmgreen & Dragset, Musée d’Orsay, Gennaio 2025

    Le installazioni richiamano il tema della tecnologia, della solitudine, della giovinezza, l’insicurezza (vedi The Choice, qui sotto): tutte le opere, o quasi, sono di un bianco candido.

    Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    This is how we play together, Muséee d’Orsy, Gennaio 2025
    Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    The Choice, Musée d’Orsay, Gennaio, 2025
    Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    The examinist, Musée d’Orsay, Gennaio 2025
    Elmgreen & Dragset. L'Addition.
    This is how we play together, Musée d’Orsay, gennaio 2025

    Una bella sorpresa, insomma. Soprattutto generazionale, considerato che gran parte di essere raffigurano personaggi molto giovano. Di stile e contaminazione, ma delicata, non togliendo niente a quanto già c’era.

    Ci sono anche sculture molto realiste, come The Drawing un bambino (sembra vero, no?) intento a riprodurre l’enorme dipinto Le Romains de la decadence (1847). Confesso che il primo giorno l’ho scambiato per un bambino di una scolaresca, che evdidemente non avrebbe potuto essere li anche il second giorno.

    Elmgreen & Dragset. L'Adidtion
    The drawing, Musée d’Orsay, Gennaio 2025
  • Pont Royal, Parigi, gennaio 2025

    Ahh, ne parlavo proprio nell’ultimo post della bellezza della luce del mattino, spesso rara qui a Parigi. Gli stessi si trasformano e hanno un’atmosfera tutta diversa con la nebbia e il grigio di queste mattine di gennaio.

    Comunque affascinate