
“Cosa fai oggi?” “Devo andare in Statale”
Tutto a Milano è in. Tutti vanno in ufficio , in università, in Duomo, in Centrale, in Cadorna, in De Amicis, in Bocconi.







LUCA PASCOTTO Photography work

“Cosa fai oggi?” “Devo andare in Statale”
Tutto a Milano è in. Tutti vanno in ufficio , in università, in Duomo, in Centrale, in Cadorna, in De Amicis, in Bocconi.








Non li ho ancora contati, ma sono abbastanza. Gli aerei che ho preso nel 2024 mi hanno portato in molti posti.
Quello di lunedì scorso era l’ultimo per quest’anno. Da Venezia Marco Polo a Parigi Charles de Gaulle. Solitamente sono seduto lato corridoio, é più comodo, soprattutto in fase di arrivo.
Questa volta, invece, sono capitato lato finestrino. Ed é stato davvero bello guardare fuori durante il tramonto e ricordare molti di questi viaggi.


Ho avuto delle piccole disavventure di viaggio, niente di grave ma tra voli cancellati, ritardi ed aeroporti di destinazione più lontani dalla mia destinazione finale, ho fatto esperienza di attesa e di lentezza. Di attese ai terminal, di treni locali, di bus di collegamento con le città.
Come in tutte le cose che non puoi controllare, devi saperle gestire e, possibilment, dirarne fuori il meglio.
Il pessimista si lamenta del vento,
l’ottimista aspetta che cambi,
il realsita aggiusta le vele
(Il personaggio Giobatta in Atlantide, viaggio alla ricerca della bellezza, Carlo e Renzo Piano)
È educativa la lentezza e, per un certo verso, una dimensione che continua anche alla fine del viaggio. Le poche ore a Pordenone sono state senz’altro segnate da questi sentimenti.
Ora di rientro a Parigi (tra l’altro con un forte ritardo …..)





