Passaggi spagnoli questa settimana per me: in pochi giorni Barcellona e Madrid. Città che purtroppo non ho visitato, ma che nelle passeggiate serali verso le varie ‘tapas bar’, hanno dato un’idea della conviviali e della rilassatezza che si respira.
Ero a Barcellona per il <a href=”http://<iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/bHQnfV8_F3I?si=FVklwpOp7mqTJp2l” title=”YouTube video player” frameborder=”0″ allow=”accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share” referrerpolicy=”strict-origin-when-cross-origin” allowfullscreen>Smart Cities World Congress, un concentrato di innovazioni e tecnologie per le città di domani. Ci sono andato per una specie di ‘aggiornamento’ e capire come il mondo della mobilità sta cambiando, ma anche per promuovere messaggi sulla sicurezza stradale.
Tomorrow. Mobility – Smart Cities World Expo, Barcelona
Erano molti anni che non passavo da queste parti, l’ultima volta é stato nel 2018 a Madrid. Questo breve passaggio mi ha fatto voglia di ritornare, con calma.
Non sono un fan della festa di Halloween, pero’ mi fa piacere vedere come molti giovani si preparano a vivere questo appuntamento. Thibault ha invitato alcuni amici a casa per prepararsi per il party: l’appartamento si é trasformato in una specie di camerino di teatro e in ogni angolo i ragazzi si preparavano, si aiutavano, si consigliavano.
A Parigi, Jeu de Paume celebra il lavoro vibrante e singolare di Tina Barney, una grande figura della fotografia americana, riconoscibile per il suo lavoro di rappresentantazione di ambienti famigliari.
La mostra su Tina Barney é una delle prime in Europa ed é imponente.
Colpiscono subito i suoi ritratti con colori vibranti , di grande formato, che che sembrano quasi dei dipenit.
Jeau de Paume, Parigi, ottobre 2024
Colpisco perché invitano quasi ad ‘entrare in casa’. Gli sgaurdi, i dettagli, la composizione, la messa in posa di alcune scene di famiglia sono davvero un’invito ad entrare nella scena.
“Voglio rendere possibile l’avvicinamento all’immagine. Voglio che ogni oggetto sia il più chiaro e preciso possibile in modo che lo spettatore possa davvero esaminarli e sentirsi come se entrassero nella stanza. Voglio che le mie foto dicano “Puoi entrare qui dentro. Questo non è un posto proibito. ‘ Voglio che tu sia con noi e condivida questa esistenza con noi. Voglio che ogni cosa si veda, la bellezza di tutto: le texture, i tessuti, i colori, la porcellana, i mobili, l’architettura.”
Tina Barney, BOMB Magazine, 1995
La mostra presenta 55 fotografie in formato molto grande, prevalemente a colori, di gente comune (anche se probabilmente di famiglie piuttosto benestanti), con la sola eccezione dell’attrice Julianne Moore.
La foto che ritrae Julianne Moore e il figlio, Jeau de Paume, ottobre 2024
Verso la fine degli anni ’90 Tina Barkely incomincia a semplificare la sua composizione mantenendo sempre quella spontaneità nelle espressioni che sembra quasi impossibile considerado che usa macchine fotografiche di grande formato, con cavalletti e luci.
I loro sguardi sono disarmanti.
“Ho cominciato a eliminare le persone alla fine degli anni ’90. La mia fotografia divenne più come ritratto, e per quanto difficile e impegnativo, mi tiene ancora interessata oggi – una persona che si confronta con la telecamera e cosa fare con lui o lei.”
Tina Barkley, The Brooklyn Rail, 2018
Davvero una bella mostra. Se siete o passate per Parigi, é visitabile fino al 15 Gennaio 2025. Osservare le sue foto in grande formato da vicino, é davvero un’altra cosa che guardarle sul web, indipendentemente dalla grandezza dello schermo.