Terraferma: un viaggio visivo lungo 17 anni nei silenzi del mondo
L’ingresso della mostra

Terraferma è molto più di un progetto fotografico: è un’opera di lunga durata, un viaggio visivo e introspettivo che da ben 17 anni attraversa quattro continenti. Nato dal desiderio di esplorare il legame tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda, nel tempo si è trasformato in una ricerca intima sugli spazi minimali, luoghi in grado di trasmettere e far risuonare una calma universale.

Un ancoraggio in un mondo che corre

Il concetto di “terraferma” si intreccia profondamente con il minimalismo. In queste immagini, la terra non è soltanto la superficie fisica su cui camminiamo, ma diventa il simbolo di stabilità, identità e connessione.

Viviamo in un’epoca caratterizzata da movimenti frenetici e da un’urbanizzazione dilagante. In questo contesto, i paesaggi essenziali e sobri di Terraferma – dove la presenza umana è sempre discreta – si trasformano in veri e propri rifugi visivi. Offrono un ancoraggio, un momento di quiete e di permanenza in un mondo in costante mutamento.

Il potere degli spazi vuoti e del “non-detto“

Oggi il nostro rapporto con l’ambiente è spesso distratto e superficiale. Questo progetto, invece, ci costringe a rallentare e ci ricorda l’importanza della contemplazione. La vera forza di queste fotografie risiede nella bellezza di ciò che è lasciato all’immaginazione.

Gli spazi vuoti ritratti non sono assenze, ma diventano luoghi di proiezione:

 Lasciano respiro alla mente di chi guarda.

 Permettono allo spettatore di riempire l’immagine con i propri ricordi e le proprie emozioni.

 Trasformano l’opera in un’esperienza interattiva, creando un dialogo silenzioso tra l’autore e l’osservatore.

Un archivio in continua evoluzione

Anno dopo anno, Terraferma ha preso la forma di un grande archivio visivo. Ogni scatto non rappresenta soltanto un luogo specifico, ma è il tassello di una mappa molto più ampia.

L’immagine che più mi ha colpito

È una ricerca che attraversa geografie lontanissime tra loro, ma che mantiene un unico, saldo punto di origine: lo sguardo di chi fotografa e il profondo legame con il paesaggio che lo ha visto crescere.

TERRAFERMA di Francesco Zanet è attualmente è fino al 13 settembre 2026 alla Chiesa di San Lorenzo, a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Se vi capita , passateci (così potete visitare anche un bel borgo !)



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