
Esiste un momento preciso, ogni sabato mattina, in cui il tempo a Chartres sembra trattenere il respiro.
Lo sappiamo tutti: il sabato è il giorno dei pellegrini. È il giorno dei pullman che scaricano gruppi ansiosi di ammirare le vetrate, delle guide che alzano la voce e del selciato che risuona sotto migliaia di passi. Ma per un’ora soltanto, prima che le pesanti porte della cattedrale ruotino sui cardini e la folla si riversi tra i vicoli, la città appartiene a un altro padrone.

La città appartiene alla luce.
L’estetica del silenzio
In questa nuova Zine, ho voluto esplorare proprio quel confine sottile tra l’assenza e l’arrivo. Mentre i turisti fanno colazione negli hotel e i pellegrini preparano i loro zaini, Chartres si rivela nella sua veste più autentica e spoglia.
Non è una città vuota, è una città in attesa. La luce del mattino non si limita a illuminare le pietre; le trasforma. Colpisce i contrafforti della cattedrale con una morbidezza che svanirà entro mezzogiorno e si insinua nelle ombre dei canali della Basse-Ville con una timidezza quasi sacra.

Perché una Zine su “un’ora sola”?
Spesso corriamo verso le grandi mete cercando l’evento, la guida, la spiegazione storica. Con questo progetto fotografico, ho scelto di fare l’opposto:
- Sottrarre il caos: Eliminare la distrazione della folla per guardare le geometrie pure.
- Catturare il secondario: Guardare e dare valore ad angoli della città a cui solitamente non si fa caso.
- Ascoltare l’architettura: Senza il chiacchiericcio umano, le pietre di Chartres sembrano finalmente parlare.
“Il sabato mattina a Chartres è solitamente dedicato ai pellegrini e ai turisti. Ma per un’ora, la città è un segreto condiviso solo tra l’obiettivo e il sole.”
Cosa troverete tra le pagine
Questa Zine non è una guida turistica. È un racconto visivo di quell’ora rubata. È un invito a riscoprire la pazienza e a capire che, a volte, la parte più bella di un viaggio non è la destinazione finale, ma il silenzio che la precede.

